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Auto Patcher: scaricare tutti gli aggiornamenti per Windows 27 aprile 2008

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da Geekissimo

E\' proprio necessario aspettare il SP3? No, usiamo AutoPatcher

 

Come detto ieri a giorni uscirà il Service Pack 3 che conterrà tutti gli aggiornamenti per Windows XP, ma perché aspettare ancora una settimana quando possiamo avere tutti gli aggiornamenti disponibili per Windows XP consigliati e obbligatori già da oggi stesso. Basterà semplicemente registrarti al forum di questo sito, recarsi a questa pagina e scaricare il file apup.7z. Ma cosa stiamo scaricando? Si tratta del famosissimo AutoPatcher che sicuramente molti di voi già conoscono. Questo è un tool che permette come avrete capito di scaricare sul proprio computer un insieme di tutti gli aggiornamenti per Windows.

 

Ma ritorniamo al nostro file, dopo averlo scaricato, scompattatelo. Apriamo il file apup.exe, e scegliamo AutoPatcher Updater e i pacchetti da scaricare in base al vostro sistema operativo, clicchiamo Avanti, ed ora pazientiamo che vengano finiti di scaricare tutti i file, ci può volere qualche ora.

Scaricato anche questo nella stessa cartella, apparirà il file autopatcher, apriamo questo ed una volta accettate le condizioni clicchiamo avanti. Selezioniamo ora quali aggiornamenti installare (personalmente io installo tutto, critici, consigliati, componenti) e se installare anche la WGA e alcuni tweak al registro di configurazione. AutoPatcher usa colori differenti per oggetti installati e da installare: nero è utilizzato per gli oggetti ancora da installare mentre blu per gli oggetti già installati.

 

Fatte le nostre scelte clicchiamo Avanti, ed a questo punto AutoPathcer installerà tutti gli update selezionati. Se vogliamo aggiornare anche un altro pc non dovremo fare altro che copiare tutta la cartella apup sul pc da aggiornare, e potremo direttamente installare gli aggiornamenti partendo dalla scelta di questi ultimi

101 font gratuiti 26 aprile 2008

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da Geekissimo

 

Ed eccoci tornati a segnalarvi alcuni strumenti utili per designer, anche se a dirla tutta nel caso di oggi si tratta di un qualcosa che molto probabilmente farà piacere anche a chi con il design ha poco o nulla da spartire.

 

Stiamo infatti per presentarvi un bell’elenco contenente ben 101 splendidi font gratuiti. Ce n’è davvero per tutti i gusti, sia per Windows che per Mac, applicabili a qualsiasi programma ed utilizzabili liberamente (tranne che per fini commerciali, dove bisogna chiedere prima il permesso). A questo punto non ci rimane che augurarvi un buon download ed un buon “viaggio” attraverso questo mare di font.

Stile Grunge

  1. Guilty
  2. Tiza
  3. Print Error
  4. El&Font Gohtic!
  5. Dirty Uncle
  6. Astonished
  7. Bleeding Cowboys
  8. Memory Lapses
  9. Pirates
  10. Dirty Ego
  11. Grunja
  12. Broken15

Scrittura a mano

  1. Journal
  2. Disgusting Behavior
  3. Hill House
  4. Nail Scratch
  5. Daub
  6. Max Rhodes
  7. Iron Mathbook
  8. Barnes Erc
  9. Pointy

Font famosi

  1. Sega Genesis
  2. Poker Party
  3. Halo 2
  4. Marcelle
  5. Schwing Shift
  6. Varsity
  7. The New York Times
  8. Roadgeek
  9. Komikandy
  10. Sonic
  11. Snowcaps
  12. Sega
  13. Major League

Tecnologici

  1. Spectrum Smudged
  2. Ollivette Elite
  3. Atmosphere ‘88′
  4. Elektora
  5. Republika
  6. Atlantis
  7. Templo

Stile Unico

  1. Starbat
  2. Flubber
  3. Horse Puke
  4. Stiff Neck
  5. Antlers
  6. Xanax
  7. WC Wunderbach Weiss
  8. Halcion
  9. Chrysler Electric
  10. Cholo
  11. Ballers Delight
  12. Stencilul
  13. Carbolith
  14. Tralfamadore

Reali e medievali

  1. The King and Queen
  2. Celexa 2
  3. Nasty
  4. Dickens McQueen
  5. Chopin Script
  6. Porcelain
  7. Twigdancer
  8. Selfish

Grassetto

  1. New Order Ceremony
  2. Boogieman
  3. Kegger Collegiate
  4. Jefferson Gothic Oblique
  5. Flutterby
  6. New Order ‘Brotherhood’

Semplici e puliti

  1. Samba
  2. Greyscale Basic
  3. Marke Eigenbau
  4. Scriptina
  5. Joy Division Closer
  6. Valium
  7. Karnivore
  8. Museo
  9. Munica
  10. Moby
  11. Semplice
  12. Blown Deadline
  13. Tuffy
  14. Fertigo!
  15. Blue Monday ‘88′
  16. Lido STF
  17. Diavlo

Semplici ma belli

  1. Hammerhead
  2. Spectre Scratch
  3. Hydrophilia
  4. Aaahoj
  5. Ritalin
  6. Sandra Oh
  7. Mary Jane II
  8. Orchidee
  9. Neo Retro
  10. Gros
  11. Diogenes
  12. Diesel
  13. Masque
  14. Memoria
  15. Bigfish

 

Via | Free Geekery

Come sono cambiate le richieste hardware di Windows, da Windows 1.0 a Vista 25 aprile 2008

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da Geekissimo
Come sono cambiate le richieste hardware di Windows, da Windows 1.0 a Vista

 

Da quando è stata rilasciata la prima versione di Windows la tecnologia è cambiata radicalmente, ora è possibile fare cose che prima erano inimmaginabili (la tv sul telefonino!). Oggi guarderemo un pò la storia di Windows e delle richieste a livello hardware per vedere quanto la tecnologia è cambiata. Inizieremo con Windows 1.0 fino ad arrivare al recentissimo e criticatissimo Windows Vista. Anche il design come è ovvio che sia è cambiato radicalmente.

 

Windows 1.0
Windows 1.0 fu rilasciato il 20 Novembre 1985. 

  • CGA/Hercules/EGA 
  • MS-DOS 2.0
  • 256 KB Ram
  • 2 disk drives o un hard drive

Windows 2.10
Windows 2.1 rilasciato ufficialmente il 27 Maggio 1988.
Curiosità: La versione 2.10 fu rilasciata appositamente per avvantaggiare i processori Intel 286.

  • MS-DOS versione 3.0 o successiva
  • 512 K RAM
  • Un floppy-disk e un hard disk
  • Graphics adapter card
  • Microsoft mouse opzionale
Come sono cambiate le richieste hardware di Windows, da Windows 1.0 a Vista

 

Windows 3.1x
La versione Windows 3.1 venne rilasciata tra il 1992 e il 1994. 

  • MS-DOS 3.1 o successiva
  • Intel 80286 (o superiore) processore
  • 1 MB o più di memoria 
  • 6.5 MB di spazio libero sul hard disk (9 MB raccomandati)

 

Windows 95
Windows 95 fu rilasciato il 24 Agosto del 1995.
Curiosità: La nuova interfaccia grafica utente fu una delle maggiori novità per l’epoca. Infatti, la struttura generale della GUI uscita con Windows 95 e tutt’oggi ancora in uso. 

  • Intel 80386 DX CPU
  • 4 MB di RAM
  • 50 MB di spazio su hard drive

 

Come sono cambiate le richieste hardware di Windows, da Windows 1.0 a Vista

 

Windows 98
Windows 98 rilasciato il 25 Giugno del 1998
Curiosità: Windows 98 fu il primo sistema operativo ad utilizzare Windows Driver Model. 

  • 486DX-2/66 MHz o superiore
  • 16 MB di RAM (24MB raccomandati)
  • 500 MB di spazio disponibile
  • HDD VGA o superiore
  • CD-ROM o DVD-Rom drive
  • Mouse o pointing device

 

Windows 2000
Windows 2000 viene rilasciato il 17 Febbraio del 2000.Ci furono tre differenti versioni di Windows 200 ed ognuna con le prorie richieste hardware.
Curiosità: Microsoft etichetto Windows 2000 come un nuovo standard. Con questa versione, furono introdotte nuove features come Windows Desktop Update, Internet Explorer 5 e Outlook Express. Molti cambiamenti ci furono anche per quanto riguarda Windows Explorer.
Windows 2000 Professional 

  • 133 MHz o processore Pentium-compatibile
  • 32 MB di RAM (64 MB raccomandata)
  • 700 megabytes hard disk richiesti (2 GB raccomandati)

Windows 2000 Server/Advanced Server

  • 133 MHz CPU
  • 256 MB di RAM minimo
  • 2 GB spazio hard disk

 

Come sono cambiate le richieste hardware di Windows, da Windows 1.0 a Vista

 

Windows Me
Windows Me rilasciato il 24 Settembre 2000
Curiosità: Windows Me non durò molto, circa un anno, dopo di che fu sostituito da XP 

  • 150 MHz  Pentium
  • 320 MB spazio hard drive
  • 32 MB RAM

Windows XP

Windows XP lanciato il 25 Ottobre 2001.
Curiosità: E stato il primo sistema operativo prodotto da Microsoft basato sul kernel e architettura Windows NT. Qui sotto le richieste minime per XP Home e Professional (non quelle raccomandate).

  • 233 MHz processore
  • 63 MB RAM
  • 1.5 GB spazio hard disk libero
  • Super VGA video adapter e monitor
  • CD-ROM drive o DVD drive

 

Come sono cambiate le richieste hardware di Windows, da Windows 1.0 a Vista

 

Windows Vista 

Windows Vista rilasciato al pubblico il 30 Gennaio 2007.  Qui sotto le richieste “Vista Capable” e “Vista Premium Ready”.
Curiosità: proprio le richieste hardware di Vista sono state oggetto di forti critiche.

Vista Capable

  • 800 MHz processore
  • 512 MB RAM
  • 32 MB scheda video
  • 20 GB capacità hard disk
  • 15 GB spazio disponibile su hard disk

Vista Premium Ready

  • 1.0 GHz processore
  • 1 GB RAM
  • 128 MB scgeda video
  • 40 GB capacità hard disk 
  • 15 GB spazio libero su hard disk

 

E’ veramente sorprendente tornare indietro nel tempo e constatare la differenza. Pensate che la prima versione di Windows necessitava di 256KB di Ram ora con Vista ci vogliono almeno 1GB se non di più. Secondo voi quali saranno le richieste hardware per il prossimo sistema operativo Windows

Integriamo il Service pack 1 sul DVD di Windows Vista con vLite – Upd 2 24 aprile 2008

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da BlogVista

Disclaimer: Ho letto di una guida passo passo, testuale, su Geekisismo che poi l’ha presa da un altro sito, allora mi sono detto: beh: vLite lo so usare anche io e ’sta procedura è identica per tutti, e così ho creato questa guida corredata da comodi screenshot per voi ! Enjoy!

Sappiate che questa guida è alla portata di qualsiasi utente, purche sappia di cosa stiamo parlando. Come sempre le domande eventualmente poste nei commenti riceveranno risposta direttamente aggiornando questo stesso articolo. Non esistate a porle, aiuterete anche altri.

Cercheremo di creare un DVD di installazione di Vista con già integrato il Service Pack 1, il che ora che c’è vLite è una vera passeggiata. Occorre solo leggere poche righe seguenti e qualche oretta del vostro tempo (direi un paio, compresa la verifica)

Nota 1: Il nostro lettore ‘Senato’ ci ricorda che “Microsoft ha raccomandato di non provare a integrare il service pack 1, potreste incorrere in problemi con i futuri aggiornamenti”. Aggiungo solo che per la precisione MS ha detto di integrare il Sp1 solo su immagini WIM tramite revere integration. Il lavoro svolto da vLite è concettualmente molto diverso ma il risultato non cambia. Certo che sarà il tempo a dirci se è perfetto al 100% come io sono convinto che sia

Fase 1 – Integrazione

Materiale Occorrente:

  • DVD di Windows vista “Gold” (Ovvero senza service pack ne alcuna modifica, ma proprio nessuna, non sognatevi di eseguire questa procedura su un DVD già passato fra le grinfie di vLite, mi raccomando…)
  • vLite 1.6 RC
  • Service Pack standalone da 36 lingue (sono 544 MB !)
  • Caffè abbondante (opzionale)

Scaricate ed installate vLite 1.6 RC

Nota 2: il nostro lettore Brusadel testimonia qunato segue “fatto, è andato tutto a buon fine, l’iso l’ha creata, l’ho installato su una macchina virtuale e funziona, e fa anche gli aggiornamenti. adesso lo metterò anche sulla macchina reale.

Inoltre ci avvisa di una cosa che personalmente non conoscevo, grazie ! “p.s. l’unica cosa è che vLite va eseguito da Vista, altrimenti da XP crasha, difatti qua al lavoro ho dovuto creare una macchina virtuale con vista e creare l’immgine da li :-P” 

Inserite il DVD di Vista nel vostro lettore DVD

Create sul disco fisso (in una unità dove ci siano almeno 10 GIGA liberi . . . ) una cartella vuota, per esempio E:\DVD_VISTA

Avviate vLite e dal menù Language scegliete Italian, se ancora non lo avete fatto. (Come sempre cliccando sulle immagini potrete vederle ingrandite, quindi cliccate sul tasto ‘Indietro’ del browser per ritornare a questa guida)

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Cliccate sul tasto Esplora e selezionate l’unità DVD dove avete già inserito il DVD di Vista.

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Alla comparsa di questa messagebox selezionate la cartella vuota creata all’inizio, nel’esempio è E:\DVD_VISTA, forse sul vostro pc sarà in C: o in D:

Ora Vista copier i quasi 2,5 GB del DVD dentro la cartella da voi selezionata.

In alternativa avreste potuto creare una cartella vuota, copiarci dentro l’intero DVD di Vista per conto vostro, quindi dare in pasto a vLite la cartella da voi riempita invece del DVD. Il risultato non cambia di una virgola.

Ora prendete il primo caffè, su un pc lentino occorrono anche 20 minuti, e il mio pc è lentissimo, come i nostri lettori san bene

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Al termine della copia vi verrà chiesto di selezionare l’edizione di Vista che avete di certo legalmente acquistato.

NOTA BENE: a fine integrazione, il DVD che otterrete sarà in grado di installare SOLO ED ESCLUSIVAMENTE l’edizione da voi selezionata in questo momento. Se avete acquistato una Home Premium NON provate a selezionare ‘Ultimate’ perchè il DVD non vi potrà installare la Home Premium e il seriale in vostro possesso va bene solo per una specifica edizione.

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Ora dalla scheda Operazioni da eseguire selezionate lo slipstreaming e ISO Bootable (Avviabile). Al massimo concedetevi il lusso dell’installazione non assistita, ovvero del tutto automatizzato, ma solo se sapete cosa vuol dire. Per nessuna ragione inserite tweak o rimuovete dei componenti prima dell’esecuzione dello slipstream, non fatelo, pena: il DVD risultante non si installerà.

Come vedrete la scheda Slipstream è ora abilitata.

Ci clicchiamo su e premiamo il tasto seleziona dentro questa.  ci viene chiesto di identificare il malloppone, ovvero il file unico da 544 MB che contiene il Service Pack 1 (il file si chiama Windows6.0-KB936330-X86-wave1.exe, ma se lo avete rinominato non muore nessuno). A questo punto vLite inizierà la fase di integrazione e per un po’ non vi chiederà nulla.

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Prendete un secondo caffè.

Anche se vLite non da nessun aiuto visivo non si è di certo bloccato. Abbiate fede e lasciatelo lavorare. gli autori di vLite hanno già espresso il loro desiderio di inserire barre di progressione o cose simili nella prossima versione di vLite, anche perchè io ora sto lavorando con una R.C. (ovvero Release Candidate,  che potrebbe essere definitiva, ma non è detto)

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Veniamo avvisati difatti che la cosa potrebbe anche durare 90 minuti. Ci consiglia vLite anche di disabilitare la protezione residente del nostro antivirus. Vedete voi se farlo o meno, la mia idea è scollegatevi da internet e chiudete l’antivirus. In questo modo si evita che ogni file mosso, creato, modificato, od altro (dipende dal vostro antivirus) venga scansionato prima di permetterne l’utilizzo. Potte immaginare che questo rallenti la cosa, dato che stiamo parlando di 544 MB di file compressi

Quando vi dirà Sto salvando le modifiche sarete vicini alla meta. Beh, altri 10 minuti insomma. Poi arriverà finalmente questo momento:

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Finalmente Avanti, ora che è cliccabile.

Se avete scelto di farlo, inserite le informazioni di preinstallazione, seriale, utente, password admin, E SOPRATTUTTO la configurazione ‘Regionale’, ovvero fuso orario, formato date e numeri, etc.. A questo punto sarà necessario scegliere di Applicare i cambiamenti, cliccando sul pulsante Applica, dopo di che dovrete sceglire se fare un rebuild di vista solo per la versione scelta, ed è meglio che sia così, o per tutte. Quindi procedete.

In questo caso e solo in questo caso, otterrete qualcosa simile a questo

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E quel qualcos vi richiederà altri 5 minuti (e un altro caffè?)

Al termine, oppure siete finiti diretti qui se non avete scelto di inserire le info di preinstallazione, è ora di creare la iso, oppure di masterizzare. Come vedete, io preferisco creare un iso, così la verificherò su macchina virtuale.

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Questa fase dura pochi secondi persino sul mio vecchio rottame…. Al termine, il pulsante Finito sarà abilitato e possiamo festeggiare

Fase 2 – Virtualizziamo la ISO

Questo sarà oggetto del post di domani !

FAQ: Domande frequenti

1. Io ho un computer della hp con vista preinstallato, poi ho masterizzato i dischi per formattarlo e reinstallare vista. Non posso ricavare da essi la versione originale di vista per poi poterci integrare il service pack 1 ?

No, non è possibile. Aggiungo che se avete portatili prepartizionati non potete in genere neppure creare una terza partizione per l’altro Vista. E comunque vi servirebbe un sistema operativo pagato non come oem, perchè il vostro dvd di ripristino NON consente di installare Vista. Spiacenti

Virtualizzare Vista con VirtualBox 23 aprile 2008

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da BlogVista

Scopo: eseguire Windows Vista da una ISO (immagine del DVD su file) dentro ad una macchina virtuale.

Motivazione: se avete Xp, potete visionare Vista coi vostri occhi. Oppure, potete sperimentare se l’integrazione del Service Pack 1 è andata a buon fine.

Materiale occorrente: Il Dvd di Vista, o una sua ISO, e Innotek VirtualBox, che si scarica gratis dal sito ufficiale. (Il sito è in inglese, ma il software  in italiano ed è pure di libero utilizzo). Il software pesa solo 17,38 MB

Se non avete la ISO: Nessun problema: avrete un DVD, no? VirtualBox può usare direttamente il DVD fisico dentro la macchina virtuale, dopo vedremo come, per cui non è un problema

NB: per virtualizzare vista, che da solo richiede minimo 512 MB vi occorrono almeno 1 GB di RAM. Non provateci se ne avete solo 512, non funzionerà mai

Step 1: Preparare l’ambiente virtuale

Una volta installato il nostro prode VirtualBox, avviatelo

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Normalmente lo trovereste vuoto, nell’immagine come vedete c’è il mio VirtualBox, con già due ambienti virtuali creati per un Xp e u Ubuntu Linux.

Ora con voi creerò passo passo l’ambiente di esecuzione per Windows Vista, da ISO o da DVD

Clicchiamo sul pulsante ‘Nuova’ dando così il via alla procedura guidata per la creazione di una nuova macchina virtuale. Alla prima schermata premete Successivo, quindi date un nome di fantasia alla vostra macchina virtuale (per intenderci è il nome che comprare sulla colonna di sinistra, vedi l’immagine precdente, nella finestra principale) e Scegliete come sistema, ovviamente,  Vista.

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Premete Successivo. Come dimensione della memoria di base impostiamogli 512 MB poi premiamo di nuovo Successivo.

La schermata successiva serve per creare un hard disk virtuale. Clicchiamo su Nuovo….

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e verrà avviata una nuova wizard, o procedura guidata. Dopo aver premuto Successivo ad inizio procedura, ci viene chiesto se l’HDD deve essere dinamico o fisso e viene spiegaa la differenza: praticamente se è fisso viene creato un file sul vostro disco fisso reale della dimensione iniziale pari a quella impostata da voi nel passo successivo, altrimenti viene inizialmente creato di pochi MB e quindi VB provvedrà da solo ad allargarlo secondo bisogno. Non ci  sono grandi differenze prestazionali, difatti io scelgo sempre Dinamico. Voi  fate come volete!

Nella finestra successiva dobbiamo scegliere nome e posizione sul nostro disco fisso di questo HDD virtuale, nonchè la sua dimensione. Mettiamogli 10-15-20 GB e stiamo tranquilli. Premiamo Termina per ritornare alla prima procedura guidata, dove ora sarà già selezionato l’HDD da noi appena creato.

Ora premiamo un ultima volta Successivo e quindi Termina. E siamo quasi pronti per eseguire l’installazione ! Difatti nella finestra principale è ora comparsa la nostra nuova macchina virtuale, col nome, scelto da me, di Vista Sp1 (perchè ieri vi ho insegnato come integrare su ISO il Sp1 di Vista e oggi voglio provarlo con voi)

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Step 2a: Se abbiamo Vista su DVD

Cliccando sulla voce ‘Vista Sp1′, vedrete a destra le caratteristiche del ‘finto’ pc che andrà ad eseguire Vista. Come potete notare, ora come ora non ha una unità CD/DVD montata.

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Clicchiamo sulla scritta blu CD/DVD-ROM , nella finestra che si apre abilitiamo l’opzione Monta lettore CD/DVD (che in realtà fa anche da masterizzatore, ma questo è un altro discorso…). Infine selezioniamo la letterà corrispondente all’unità del nostro pc reale dove abbiamo inserito il disco DVD di Vista, quindi diamo un bell’Ok

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Step 2b: Se abbiamo Vista (magari col Sp1 integrato) su ISO

In questo caso clicchiamo sempre su CD/DVD-ROM nella finestra principale, però come opzione scegliamo File Immagine ISO. Nella casella di testo dobbiamo impostare il percorso del file ISO da virtualizzare (e che verà trattato come un DVD fisico dalla macchina virtuale).

Cliccado sul pulsante Sfoglia si apre il gestore dischi di Virtual Box. Questa finestra raccoglie e collega alle rispettive macchine virtuali sia i dischi fisssi virtuali che unità floppy e unità Dvd (o meglio: immagini floppy e immagini Cd/DVD)

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Avendo selezionato la scheda Immagini CD/DVD,  clicchiamo su Aggiungi e quindi andiamo a cercare sul nostro disco il file ISO in questione.

Di primo acchito questo sistema di gestione vi sembrerà inutile o pesante. Ma vi assicuro che avere questi ’segnalibri’ o ‘immagini preferite’ che dir si voglia fa comodo quando usate spesso le machcine virtuali. In un paio di click passate da un CD ad un altro senza doverlo tutte le volte ricercare sul disco. Inoltre ogni disco fisso e ogni immagine possono essere usati su più macchine virtuali. Certo, non avviandole contemporaneamente.

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Quella che vedete selezionata qui è la ISO di Windows Vista Ultimate con tanto di Service Pack 1 integrato. (Vedi il post di ieri…., dai dacci una occhiata..)

Premiamo prima Seleziona poi Ok e siamo allo stesso punto che si arrivava al termine dello step 2b.

Cioè siamo…

Step 3: .. Pronti per avviare la virtual machine !

Tornati alla finestra principale cliccate, se non è selezionata, sulla voce corrispondente alla machcina virtuale che volete eseguire, e quindi premete il pulsantone ‘Avvia’.

Per prima cosa assisteremo ad un boot screen, virtual ovviamente, ma simile ad un boot del bios di una macchina fisica.

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Dopo di che verrà il sistema rileverà che il DVD virtuale è avviabile e lancerà l’installazione di Windows Vista !

Non aspettatevi prestazioni esaltanti da un sistema virtualizzato, a meno che non gli abbiate dato 1 Giga di Ram solo per lui e il vostro pc reale sia un certo pezzo di computer. Inoltre, nel caso specifico di Windows Vista, non sarà possibile avere l’interfaccia Aero Glass, ma solo la Basic (cioè nera, tonda ma non trasparente, per intenderci)

Da ora in poi potete fare alla vostra macchina virtuale quello che volete.

Mi raccomando, portate a termine l’installazione, molto rapida in ambiente virtuale tra l’altro.

Per spegnere la macchina usate la solita procedura, Start -> Arresta il sistema, altrimenti perderete tutto!

Se chiudete a forza la finestra della macchina virtuale vi verrà chiesto se spegnere la macchina a forza (nessuna modifica fatta sarà conservata, se inviare un segnale ACPI di spegnimento, tipo il cricchetto sul tasto di accensione di un pc reale, o se salvare lo stato della macchina, praticamente una ibernazione, ma sicurissima e potete farla anche a metà installazione o durante operazioni molto complesse)

Enjoy !

PS: per verificare se il vostro Sp1 si è installato, a parte verificare se ci sono o meno errori di installazione, andate nel Pannello di Controllo -> Sistema e vedrete che il vostro Vista si vanterà di avere il Service Pack 1 installato.

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Un altro scenario è installare Vista puro e vedere come funziona l’installazione del Service Pack 1 eseguendone l’installazione dentro l’ambiente virtuale. zero rischi, insomma.

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andLinux: Ubuntu in Windows senza emulazione 22 aprile 2008

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di Michele C. Soccio, da oneopensource

andLinux - esempio di menu

Negli ultimi giorni è balzato agli occhi di giornalisti, blogger e appassionati il progetto andLinux, che permette di utilizzare un completo sistema Ubuntu Linux all’interno di Windows senza ricorrere all’emulazione, con netti vantaggi prestazionali.

Il trucco sta tutto, o quasi, nel cuore del sistema, ovvero nel progetto coLinux (Cooperative Linux), un port del kernel Linux su piattaforma Win32. Il kernel Linux non è altro che un programma e quando è in esecuzione non è altro che un processo, anche se con caratteristiche speciali. Partendo da questo, gli sviluppatori di coLinux hanno adattato il kernel scritto da Linus Torvalds in modo da farlo funzionare come un servizio Win32.

Il resto della magia di andLinux è ottenuto tramite l’emulazione dei dispositivi hardware principali: per l’audio si è ricordi all’ormai celebre Pulse Audio, mentre la GUI viene fatta funzionare agganciandola ad un server X nativo per Windows, in questo caso XMing. Gli applicativi hanno inoltre accesso alla rete e a Internet, da cui si possono scaricare e installare programmi aggiuntivi tramite il canonico apt-get (pensavate forse potesse mancare?).

andLinux inoltre fornisce un elevato grado di integrazione con l’interfaccia di Windows, soprattutto quando si utilizzano applicativi KDE: è possibile associare i tipi di file alle applicazioni Linux, aprendo ad esempio i file di testo con Kate, e inoltre i programmi Linux utilizzano correttamente l’area di notifica di Windows.

Le applicazioni dei due mondi possono anche condividere la clipboard del copia-e-incolla, mentre per l’utilizzo delle stampanti bisognerà attendere la prossima release. Altra piccola grande assente è la multiutenza: tutti gli applicativi di andLinux infatti girano con i privilegi del servizio coLinux, indipendentemente dall’utente. Pertanto è sconsigliato utilizzare andLinux su macchine che non siano strettamente singolo utente.

A tutti gli utenti Windows che volessero provare andLinux, al momento in versione Beta 1 RC6, non resta altro che scegliere tra il gusto KDE da 665MB da scaricare e 4,5GB da occupare, oppure il più leggero XFCE con un download di poco inferiore ai 150MB che va ad occupare solo 2,5GB. Pochi gli accorgimenti da seguire: almeno 192MB di RAM (ma è sempre meglio abbondare), un file system formattato NTFS (niente FAT32) e, almeno per ora, un sistema Windows 2000, XP o Vista a 32 bit.

Questa volta davvero non ci sono più scuse per non usare il pinguino.

Foto fake, false, ritoccate: un software del MIT sarà in grado di riconoscere immagini modificate 28 marzo 2008

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da Webmasterpoint

 

Un ricercatore del MIT ha sviluppato un software che analizzando le minime differenze di luce presenti nelle foto riesce a scoprire le immagini ritoccate. Un tempo c’erano i fotomontaggi. Su una foto preesistente si incollavano ad arte altri frammenti di foto sapientemente ritagliati e si interveniva opportunamente con pennarelli o altri strumenti di disegno per ottenere dei risultati capaci di ingannare gli sprovveduti.

Con l’avvento dell’informatica e della fotografia digitale è possibile ritoccare in modo sofisticatissimo qualsiasi immagine mediante programmi come Photoshop, costruendo nuove immagini a partire dalle originali che pochissimi utenti (anche non sprovveduti) sono in grado di identificare come falsificate. Tra i pochissimi c’è anche Micah Kimo Johnson, un ricercatore del MIT che ha sviluppato un software che analizzando le minime differenze di luce presenti nelle foto riesce a scoprire le immagini ritoccate.

In realtà Johnson precisa che il suo software non fa altro che mettere in evidenza quello che anche l’occhio umano è in grado di notare. Se non lo fa è perché normalmente le persone sono poco sensibili a rilevare le differenze di luminosità in un’immagine, perché prestano maggiore attenzione ai colori e alle linee. Un fotoritocco realizzato da un esperto capace di unire più immagini con un’attenzione estrema alle differenze di luce tra i vari elementi fotografici uniti può pertanto ingannare il software, ma in effetti questo accade molto di rado.

Il programma è stato progettato per un utilizzo nelle agenzie di stampa, al fine di svelare rapidamente il materiale fotografico fasullo.

Autore: Pierluigi Emmulo

Recuperare password perse dei programmi più utilizzati e diffusi con software gratis 27 marzo 2008

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 da Webmasterpoint

Per venire incontro agli utenti che hanno perso le proprie password, la software house Nirsoft ha realizzato una serie di utili applicazioni. Nirsoft è una software house specializzata nella realizzazione di piccoli software utili a recuperare password dimenticate. Succede spesso, infatti, di trovarsi a inserire quantità di password che vengono memorizzate nel computer ma di cui poi si perde il contenuto. Quello che si vede è solo una sequela di asterischi o di pallini, che celano lettere e numeri ormai ignoti.
Per venire incontro agli utenti smemorati, Nirsoft ha realizzato una serie di utili applicazioni. MessenPass serve a recuperare le password utilizzate nei più comuni programmi di instant messaging. Tra questi Windows Live Messenger, Yahoo! Messenger, AOL Instant Messenger, Trillian, Miranda e Gaim.

Mail PassView visualizza le password usate nei client di posta elettronica Microsoft Outlook Express e 2000, Microsoft Outlook 2002 e2003, Eudora, Mozilla Thunderbird, in riferimento ai server POP3, SMTP e IMAP e HTTP. IE PassView e AsterWin IE rendono di nuovo visibili le password registrate nel browser Internet Explorer a partire dalla versione 4.0. Asterisk Logger permette di recuperare le password mostrate con asterischi di vari software come client FTP o VNC.

Network Password Recovery e WirelessKeyView restituiscono in chiaro le chiavi di rete Ethernet e wireless (queste ultime con cifratura WEP o WPA) registrate mediante Microsoft Windows XP o Vista. SniffPass dà modo di registrare e mostrare tutte le password che transitano dalla scheda di rete.

Autore: Pierluigi Emmulo

5 software gratuiti per organizzare la propria collezione di film 18 marzo 2008

Posted by daikil in Come....
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da Geekissimo

Ormai i PC, al contrario di quanto accadeva nei primi anni della loro vita (per ovvie ragioni di limiti tecnologici), sono quasi principalmente sfruttati nel campo multimediale.
Guardare e gestire collezioni di fotografie, ascoltare musica e guardare film sono infatti diventate attività più che assidue nelle sessioni di lavoro di quasi ogni computer del mondo.
Tutto questo porta inevitabilmente ad una forte esigenza di organizzare tutto il materiale al meglio e, forse ancor di più di immagini e musica, sono i film a necessitare di maggiore cura (e fatica) per essere catalogati e ordinati per bene. Proprio per questo oggi vogliamo presentarvi 5 software gratuiti per organizzare la propria collezione di film, tutto estremamente facile da utilizzare e consultare… provare per credere!
  1. Personal Video Database: decisamente uno dei migliori software per catalogare film. Basta inserire un titolo e si ha subito a disposizione una marea di informazioni, quali trame, attori, registi, copertine e molto altro. Interessante poi la possibilità di riprodurre i video grazie ad un comodo player interno.
  2. Ant Movie Catalog: ottimo software gratuito ed open source per organizzare al meglio la propria collezione di film. Permette di importare automaticamente le informazioni dal web o da altri file, ed esportarle in HTML o CSV.
  3. Movienizer: permette di catalogare al meglio la propria collezione di film, suddividendo il tutto in base ai supporti sui quali si trovano, aggiungendo titoli tramite codici a barre, ottenendo informazioni e liste di film riguardanti un attore, ordinando il tutto in base a qualsiasi criterio e tanto altro. Interessante anche in questo software la possibilità di sfruttare un player video interno.
  4. MyFilms: importa informazioni automaticamente da IMDB, aggiunge automaticamente i film alla lista (tramite la selezione della cartella predefinita dove si trovano i video), mostra classifiche, permette di vedere i video e tanto altro.
  5. Movie Organizer: caratteristico software gratuito per catalogare collezioni di film, che permette di caricare ed avere on-line una propria pagina con la lista di film posseduti.
Fonte: Instant Fundas

Si ringrazia l’utente makelessnoise di Flickr per l’immagine

Come utilizzare il WiFi su Linux con i driver di Windows 14 marzo 2008

Posted by daikil in Come....
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da Geekissimo

Dopo la guida per effettuare collegamenti Wi-Fi a grande distanza con Radio Mobile, oggi voglio segnalarvi questa guida per utilizzare periferiche WiFi su Linux in mancanza der driver necessari. La soluzione si chiama NDISwrapper.

Nel caso non avessimo questo software nella nostra distribuzione Linux, possiamo scaricarlo, siccome è gratuito, dal sito ufficiale:

http://ndiswrapper.sourceforge.net/

Con questo tutorial vedremo come installare i driver di una perifica WiFi (e non solo WiFi) tramite i driver Windows.

Come prima cosa procuriamoci i driver della perifica WiFi di Windows dal sito produttore oppure nel PC dove è già stata installata.

I driver hanno in genere questi tipi di estensione:
.inf
.sys
.bin

Una volta individuati salviamoli in una chiavetta USB, mettendoli dentro una cartella che andremo a creare, ad esempio con il nome di Windriver. Andiamo su Linux e apriamo la shell. Solitamente nella maggior parte delle distribuzioni linux (Ubuntu e BTK) occorre eseguire questo comando:

sudo -s

nel caso non andasse, digitate questo:

su –

[invio]

Fatto questo, sempre dalla shell entriamo nella chiavetta USB, dove abbiamo salvato i driver della perifica di Windows con cd Windriver e digitiamo:

ndiswrapper -i [nome driver]

Il comando appena inserito creerà una directory di sistema e genererà i files di configurazione per la nostra scheda WiFi.

Per verificare che questa installazione sia andata a buon fine, digitiamo dalla shell:

ndiswrapper -I

Dovremo ricevere come risposta:

driver installed e device present.

Ora, per terminare la configurazione digitiamo sempre dalla shell:

ndiswrapper -m

[invio]

ndiswrapper -ma

[invio]

ndiswrapper -mi

[invio]

Riavviamo il computer…

Finalmente linux dovrebbe vedere la nostra scheda WiFi!

Via | Wifi-ita.com

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